Testata

PON 2007-2013

La Storia

L’istruzione tecnica, possiamo dire, ha fatto la sua apparizione ad Acireale nel 1959. Infatti, la sezione Commercio e Ragioneria dell’Istituto tecnico, nata 
nel 1917, a seguito della riforma Gentile, fu soppressa nel 1923 e, al suo posto, fu istituito il Liceo Scientifico. Non è facile stabilire, sia pure attraverso un indagine socio-economica, i motivi per cui l’istruzione tecnica è stata ignorata per tanto tempo ad Acireale.
Ad un certo punto, però, le mutate condizioni sociali e lo sviluppo delle attività economiche locali hanno reclamato contro tale carenze; sicché la richiesta di istituzione di un Istituto tecnico ad Acireale, avanzata dalle Autorità locali, non poté essere elusa dal Ministro della Pubblica Istruzione che autorizzò il funzionamento, dal 1° Ottobre 1959, di una prima classe del corso ragioneria, quale sezione distaccata dell’Istituto tecnico " Carlo Gemmellaro " di Catania.
Ma in quell’anno scolastico 1959/60 le iscrizioni superarono le previsioni; sicché fu necessario ripartire i 62 alunni in due classi; ed ecco che i problemi didattico-organizzativi si moltiplicarono paurosamente.
Il Comune, infatti, per facilitare la istituzione e il funzionamento della Scuola ad Acireale, si era assunto l’onere di fornire i locali, e all’uopo aveva destinato l’ala Est del palazzo del Municipio, esattamente l’ala che prima aveva ospitato gli uffici della Pretura: locali che si rivelarono insufficienti, prima ancora che la scuola cominciasse a funzionare! Per quell’anno la questione si risolse chiedendo ospitalità alla vicina scuola di Avviamento professionale " Vigo Fuccio ", dove trovò sistemazione la 1° A. La Scuola era nata, e, come qualunque creatura, reclamava il suo diritto a vivere; ma, purtroppo, era destinata a una lunga peregrinazione. L’anno successivo, infatti, la popolazione scolastica passò a 131 unità, e il Ministro autorizzò il funzionamento, non solo della prima e seconda classe, ma anche della terza classe, al fine di alleviare a molti studenti il disagio di recarsi a Catania o a Riposto, i soli Comuni della Provincia dove, all’epoca, esistevano Istituti tecnici commerciali.
Data la nuova situazione, il problema dei locali, che le Autorità credevano di avere risolto, assegnandoci quelli di un edificio di nuova costruzione, sito in via Fabio, restò ugualmente aperto, perché si dovettero adibire ad aule scolastiche pure gli ammezzati che non rispondevano alle esigenze della Scuola; ad aggravare il problema operò, anche, la riforma dei programmi, che, introducendo negli Istituti tecnici commerciali l’insegnamento della dattilografia al posto della calligrafia e quello del calcolo meccanico e della contabilità meccanizzata, reclamava la disponibilità di altri adeguati locali.
Il Ministero della P. I., tutore degli interessi dell’Istituto scolastico, dispose una ennesima ispezione, alla quale seguì la precisazione che il funzionamento dell’Istituto, in quei locali, non sarebbe stato autorizzato per il successivo anno scolastico.
Il 1961 diviene, perciò, l’anno delle grandi preoccupazioni per coloro a cui stava a cuore la sorte dell’Istituto; non fu facile, infatti, sia pure nel periodo della espansione edilizia, trovare ad Acireale locali adattabili ad aule scolastiche; si fece, perciò, un delicato lavoro di ricerca, passando in rassegna, non solo gli edifici esistenti, ma anche quelli in fase di realizzazione o di progetto, e, finalmente, la soluzione venne proprio puntando su un edificio in fase di progetto: il palazzo Scandurra, sito all’incrocio tra Corso Italia e Corso Sicilia.
Sarebbe più esatto dire che, col 1° Ottobre 1961, l’Istituto si trasferì in un cantiere edile; ma l’Istituto, proprio perché giovane, aveva dei giovani la vitalità e lo spirito di adattamento; e superò pertanto i disagi inerenti al periodo di primo impianto e si impose, grazie all’opera svolta dai dirigenti responsabili, tra cui è doveroso segnalare quella del preside Ing. Giuseppe Arcidiacono, all’attenzione delle Autorità per lo sviluppo della popolazione scolastica.
Sicché in quell’anno l’Amministrazione provinciale assumeva l’impegno dell’acquisto del terreno su cui doveva sorgere la sede dell’Istituto, e provvedeva alla stesura del relativo progetto. In pari tempo, si provvedeva a dotare l’Istituto dell’attrezzatura per l’insegnamento della dattilografia, del calcolo meccanico e della contabilità meccanizzata. Le suppellettili scolastiche rispondevano alle necessità didattiche e, negli acquisti, furono previste le esigenze dell’immediato futuro.
Oramai l’Istituto aveva dato sufficienti garanzie di maturità, tanto da meritarsi, da parte del Ministero, il riconoscimento del diritto di autonomia amministrativa. Col 1° Ottobre 1962, l’Istituto si stacco dal " Gemmellaro " di Catania e venne a dirigerlo il Preside Prof. Giuseppe Galeani. La facoltà di disporre di un bilancio autonomo consente adesso una maggiore speditezza nel procedere negli acquisti delle attrezzature occorrenti o nell’integrare quelle già esistenti.
E’ in questo periodo che si procede ad attrezzare il gabinetto di Fisica, di Scienze naturali, di Merceologia. L’Istituto ha assunto ormai un assetto ben definito; il Ministro ha fissato la sua pianta organica; gli alunni hanno subìto la prova del fuoco, ossia il vaglio dell’esame di stato, onorevolmente reggendo un confronto con gli allievi dell’Istituto d’origine, il " Gemmellaro "; l’80% degli alunni interni consegue, infatti, il diploma di ragioniere.
Col 1° Ottobre 1965 è chiamato a dirigere l’Istituto il Preside Prof. Giorgio Solarino. L’Istituto conta ormai n. 336 alunni, distribuiti in 14 classi ed ancora una volta abbisogna di locali. Si rimedia alla meglio, affittandone alcuni limitrofi e ci si augura che sia giunto, finalmente, il tempo di dare pratica realizzazione al progetto di cui finora si è potuto ammirare il plastico che lo riproduce in scala.

Chi è Angelo Majorana